Nuovi altari da ora, l'altra sostanza -
così il commosso annuncio si dischiara
quando con le promesse io mi curo -
da me soltanto cercherò la pietra
tanto s'è fatta avara la vigilia
lungo le rive d'acqua che non viene.
Io me ne andrò dove l'aria concede
alla mia vela di terra il soffio
con cui ci si confessa d'un dolore,
quello che muove le povere parole
e le pavesa a festa, o le tormenta.
Ecco, vado a trovar la pietra dura
della mia della tua pena,
considera la quiete terminata,
credimi infine: conviene la sponda del mattino, e salva -
ma che un battito abbia forza d'arrestarsi
e ammirare rapito il cuore buio.
Anche se è mia fortuna dare frutti
che sono belli della propria fine
io me lo giuro sul nome delle cose,
quel tuono breve in cui vanno a tremare,
che alla miniera della mia fatica
strapperò scaglie più vere dell'oro
per consegnarmi le mani ferite,
il loro suono esatto, un cielo
non astratto a cui tenermi.
Silvia Bre, Canto privato
da Le barricate misteriose, Torino, Einaudi, 2001